Editoriali e commenti

NO CYBORG

APPELLO PER UN MOVIMENTO  CHE SI BATTA 

PER I LIMITI E LA RESPONSABILITA' DELLO SVILUPPO TECNOLOGICO
(ED IL SUO CONTROLLO SOCIALE)




di Alfonso Navarra

Milano 21 maggio 2017

L'Umanità quale entità multidimensionale, prodotto e componente attivo del più ampio ecosistema globale costituito dal Pianeta Terra, va riconosciuta nella sua unità biologica, culturale, sociale e politica, al di là delle differenze essenziali ma non determinanti.

E' il diritto internazionale che deve affermarla come concetto equipollente a quello che è il "popolo sovrano" nelle Costituzioni nazionali.

L'Umanità "sovrana" limita il diritto degli Stati, ma anche delle organizzazioni private, economiche, professionali, sociali, di agire in modo da attentare alla sua sopravvivenza e dignità.

Stati ed organizzazioni sociali, inclusa la tecnoscienza, non possono darsi da fare, programmaticamente ma anche inconsapevolmente, per predisporre una difesa di singole comunità politiche che metta in conto la possibilità della sua distruzione totale, per perseguire una crescita che sconvolge gli ecosistemi fino a rendere la Terra inabitabile, per preparare mutazioni biologiche integrabili con altre soluzioni tecnologiche che pregiudichino in partenza la fondamentale eguaglianza delle donne e degli uomini che le hanno dato corpo in passato, che le danno corpo nel presente, e che dovranno darle corpo anche nel futuro.

E' un luogo comune all'interno della comunità dei professionisti della ricerca che "la Scienza deve essere al servizio dell'Umanità" (spessa chiamata "Uomo" con linguaggio che ingiustamente testimonia la prevalenza del genere maschile).

L'Uomo cui dobbiamo riferirci quale entità da servire è, con ogni evidenza, l'homo sapiens, che dobbiamo salvaguardare realizzandolo nella sua pienezza, non certamente oltrepassare con processi espressione di ideologie come il super-umano, il post-umano, il trans-umano, che vanno combattute e condannate socialmente e culturalmente in quanto assimilabili a concezioni razziste.

La libertà della ricerca scientifica non può significare disco verde per le linee di studio e di applicazione che vanno contro i presupposti fondamentali della vita e dell'eguaglianza: occorre porre dei limiti sociali e legali con le conseguenti assunzioni di responsabilità.

Chiamiamo gli scienziati in primo luogo, ma anche tutti gli esseri umani consapevoli della cittadinanza globale, a riflettere sulle conseguenze nefaste che potrebbe avere una ricerca che non si pone il problema di pregiudicare l'uguaglianza dell'Umanità e su come sia necessario ed anche urgente individuare e porre dei limiti e dei paletti, a partire da improvvide e premature applicazioni sedicenti generalizzate, in realtà appannaggio dell'élite dell'1% che domina il sistema sociale presente.

Questo movimento di presa di coscienza e di promozione di dibattito e di decisioni nello spazio pubblico lo chiamiamo mediaticamente "No Cyborg".

Esso intende chiamare alla responsabilità gli scienziati nel loro lavoro rispetto a quello che produrrà per l'Umanità (e per la Madre Terra) con l'idea chiara che i simili devono restare simili ed i posteri devono essere posteri, non qualcosa che possa guardare a noi viventi non come predecessori da cui ereditano, ma come ad una specie estranea ed inferiore.

Questo divieto potrà non essere concepito come assoluto (i principi stabiliti come assoluti finiscono sempre nella caricatura di sé stessi) ma varrà almeno fino a che vige l'orizzonte storico in cui di fatto non è permesso al singolo e ai gruppi di scegliere il meglio senza ricatti, con il peso di interessi economici e di potenza che distorcono il processo democratico globale che è in via di costruzione ma ancora non stabilito.

Anche grazie al sapere scientifico, ed alle sue applicazioni tecnologiche, potremo costruire un futuro più desiderabile; ma dovrà essere predisposto per tutti gli umani così come sono emersi dall'evoluzione naturale e ciò sarà possibile se sganceremo la scienza dai condizionamenti della finanza e della potenza. Il "progresso" che in tal modo - asservito, anche se in nome della libertà assoluta - viene perseguito vale solo per una minoranza dominante che, sospinta da una hubrys illimitata, aspira a creare un baratro anche biologico, oltre che sociale, con noi tutti. 

Non dobbiamo permetterglielo e non lo permetteremo se riusciremo ad unirci, la maggioranza, sui valori del rispetto della vita umana e della Natura!